
È noto che il rame tende ad accumularsi nel corso della stagione sulla superficie di foglie e grappoli ma non è possibile prevedere con che rapidità e in quali condizioni il metallo perde la capacità di entrare in soluzione e quindi la sua efficacia. Solo una frazione del rame totale, quella costituita dai cristalli più piccoli costituisce la parte attiva della soluzione rameica presente sulla vegetazione.
Questa attività è finalizzata alla determinazione del rame attivo presente sulla vegetazione di viti allevate in vaso valutando l’efficacia antiperonosporica di trattamenti a dose nota cui seguono cicli ripetuti di bagnatura e successiva valutazione dell’indice di sporulazione.
In dettaglio l’attività si articola come segue:
allevamento di barbatelle in vaso (circa 200) e conservazione in condizioni controllate suddivise in blocchi da utilizzare in epoche distinte. Per ciascuna epoca è previsto il seguente protocollo sperimentale: un gruppo di viti viene utilizzato come test per la definizione del grado di efficacia dei trattamenti, e verranno quindi inoculate senza subire nessun intervento antiperonosporico; le rimanenti vengono trattate con un prodotto rameico (nel primo anno verrà utilizzato un’unica formulazione) e successivamente sottoposte a dilavamenti controllati. Sono previsti diversi cicli di bagnatura per simulare condizioni di campo. Dopo ogni variante si procede al prelevamento di foglie di cui una parte dopo inoculazione e relativo periodo di incubazione sarà valutata per la
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determinazione della superficie sporulata, mentre sulle altre foglie sarà determinata la quantità di rame presente. I risultati di questi rilievi congiunti consentiranno di mettere in relazione la progressiva perdita di solubilità con l’efficacia antiperonosporica. Sarà inoltre possibile modellizzare un rapporto tra rame totale e attivo in termini percentuali. Tale modello sarà utilizzato per mettere a punto un sistema decisionale che, inserendo i dati delle quantità di rame rilevati con le attività 2 e 3, fornirà indicazioni sul momento dell’intervento antiparassitario in vigneto.
Nel secondo anno di attività, se i risultati del primo saranno favorevoli, la sperimentazione sarà estesa a diversi sali di rame in modo da valutare anche l’effetto di diverse tipologie di sale (solfato, idrossido).